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La sindrome di Pollicino

Sindrome di pollicino

Un problema tutto di testa

Se è vero che la fantasia è appannaggio degli umani piuttosto che degli altri animali, è ancora più vero nel caso della sindrome di Pollicino. Il nome, ironico e giocoso, nasconde un disturbo che si consuma tutto nella fantasia del paziente. Si riferisce alle dimensioni del pene, considerato, senza reali motivi, piccolo e quindi non all’altezza delle performance sessuali sperate.

Aiuto psicologico per evitare conseguenze

Non c’è un vero difetto fisico, è solo immaginato, fino al punto da diventare una vera e propria ossessione e impedire un normale approccio a qualsiasi tipo di relazione sentimentale e all’atto sessuale. Per questo motivo, pur non sussistendo il problema fisico, anzi per il motivo opposto e l’insistenza immaginativa del contrario, l’uomo che ne è affetto deve ricorrere alla psicoterapia, accompagnata talvolta da farmaci e interventi chirurgici.

Aiuto psicologico per evitare conseguenze

Non c’è un vero difetto fisico, è solo immaginato, fino al punto da diventare una vera e propria ossessione e impedire un normale approccio a qualsiasi tipo di relazione sentimentale e all’atto sessuale. Per questo motivo, pur non sussistendo il problema fisico, anzi per il motivo opposto e l’insistenza immaginativa del contrario, l’uomo che ne è affetto deve ricorrere alla psicoterapia, accompagnata talvolta da farmaci e interventi chirurgici.

Donne soddisfatte e uomini delusi

Una percentuale superiore all’80% delle donne intervistate, sono soddisfatte delle dimensioni del pene del proprio partner e la cifra restante lamenta o un pene troppo piccolo o troppo grande. La sindrome di Pollicino però è cosa ben diversa dalla misura piccola dell’organo, che invece in questo caso è assolutamente nella norma. La presenza di un micro pene è davvero molto rara ed è fisicamente evidente. Del tutto diverso il caso degli uomini che invece vorrebbero un pene più grande, ma di fatto non avrebbero motivo di lamentarsi.

L’origine del complesso

Qual è la ragione di tanto sconforto? C’è da considerare che la maggior parte degli uomini che ne soffrono hanno avuto pochissime esperienze sessuali, o per niente, perché si vergognano a spogliarsi di fronte alla partner. Capita quindi più spesso che si tratti di uomini giovani e inesperti. Ciò è dovuto probabilmente all’errore di comparare il proprio pene a riposo con quello di amici e parenti (a scuola, in palestra, o rispetto a un fratello più grande). La misura infatti andrebbe presa considerando la capacità erettile e non la condizione a riposo.

Vittime facili dei ciarlatani

Il risultato è che spesso ci si rivolge a soluzioni alquanto bizzarre di cui è pieno il commercio: pillole miracolose e altri strumenti a pressione e a trazione che invece non sortiscono l’effetto sperato e possono anche avere gravi ripercussioni. Altra moda, non senza pericoli, è il jelqing, un tipo di esercizio muscolare (può durare fino a 45 minuti) che provoca una forte irrorazione sanguigna nei tre tessuti erettili lungo la lunghezza del pene. Se troppo vigoroso causa dolore, antiestetiche macchie e sicuramente brutte smagliature.

Soluzioni

Prendere coscienza del proprio corpo è sicuramente utile e il secondo passo è rendersi conto che le donne non danno la stessa importanza alla grandezza come invece è stato inculcato negli uomini. Per evitare conseguenze dannose dovute a comportamenti azzardati (tecniche di stretching o altre stravaganze, come accade in Brasile dove presso i Topinama gli uomini si fanno mordere il pene da serpenti velenosi!) meglio rivolgersi a psicoterapie mirate, utili a sconfiggere, in primo luogo, l’ansia.

articolo a cura di Psicologi-Italia.it

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